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La trimetilaminuria, il disturbo che provoca odore… di pesce marcio

Davide Marroccoli 14 Luglio 2020
Donna seduta isolata per trimetilaminuria

Fonte foto: https://pixabay.com/en/free-photo-qhofq

Sommario articolo

  • Trimetilaminuria: cos’è
  • Trimetilaminuria: i sintomi
  • Come curare la trimetilaminuria

La trimetilaminuria è un disturbo metabolico che colpisce principalmente le donne. Scopriamo cosa lo provoca e come si può risolvere.

La trimetilaminuria è una patologia che interessa il metabolismo delle donne e provoca uno spiacevole odore di pesce marcio. Il più delle volte ad emanare questa puzza sono urine, sudore e alito e l’incidenza aumenta nelle donne a causa della maggior presenza di ormoni quali estrogeni e progesterone. Generalmente all’origine della trimetilaminuria possono esserci disfunzioni ormonali e metaboliche. La variante più nota di questa malattia è quella genetica e si manifesta soprattutto durante lo svezzamento. Anche se il cattivo odore non è costante può aumentare se si consumano determinati alimenti o si affrontano specifiche fasi della vita e della crescita. Ad oggi però non esiste una cura, anche se questo disturbo può essere trattato curando la propria dieta e il proprio stile di vita. Ma vediamo tutto quello che c’è da sapere sulla trimetilaminuria.

Trimetilaminuria: cos’è

Come abbiamo anticipato la trimetilaminuria, normalmente abbreviata con TMAU, è un disturbo del metabolismo femminile, che provoca odore di pesce marcio. Alla base di questa disfunzione possiamo trovare due cause principali.

Ragazza isolata a scuola
Fonte foto: https://pixabay.com/en/free-photo-emrru

La prima è legata a mutazioni e cambiamenti genetici, nello specifico quelli che interessano il gene monoossigenasi-3, responsabile della produzione di flavina. Questi cambiamenti possono provocare l’alterazione dell’enzima preposto alla conversione dell’ammina trimetillamina, un composto maleodorante, in trimetilamina N-ossidata.

In pratica la trimetilaminuria provoca un accumulo di questo composto nell’organismo, proprio a causa della mancata elaborazione, che viene poi espulso attraverso urine, sudore o alito. In altri casi questo spiacevole disturbo può essere provocato da un eccessiva eliminazione di trimetillamina, provocata nella maggior parte delle volte da patologie del fegato, dell’intestino o cambiamenti ormonali.

Trimetilaminuria: i sintomi

Anche se la trimetilaminuria provoca uno sgradevole odore di pesce marcio, non sono state trovate altre problematiche legate a questa patologia. Come abbiamo già detto però l’emissione di odore può aumentare il determinate fasi della vita, come ad esempio durante la pubertà, il ciclo mestruale o dopo uno sforzo fisico particolarmente eccessivo.

In altri casi invece la trimetilaminuria è legata al consumo di specifici alimenti che contengono composti quali lecitina, colina o cartinina. La conseguenza più grave della trimetilaminuria è sicuramente a livello psicologico. Infatti la stragrande maggioranza dei pazienti vive in solitudine o isolamento sociale proprio a causa della malattia e, molto spesso, possono soffrire di ansia e depressione.

Si è rilevato anche che i pazienti più giovani abbandonano la scuola e mantenere relazioni stabili, sia lavorative che sentimentali, è estremamente difficile. Tutto questo non fa che aggravare la condizione di chi soffre di trimetilaminuria.

Come curare la trimetilaminuria

Il più delle volte la trimetilaminuria si diagnostica misurando i quantitativi di trimetilamina presenti nelle urine. I risultati poi sono incrociati con specifici test genetici eseguiti per capire se la causa della patologia è ereditaria. In ogni caso però non è ancora stata trovata una cura efficacie per risolvere questa patologia.

Tuttavia è possibile trattare la trimetilaminuria modificando abitudini e dieta alimentare, soprattutto se si vuole ridurre l’intensità dell’odore di pesce. Il consiglio è quello di fare spesso docce con saponi a Ph specifico o seguire una vera e propria dieta ad hoc per limitare alimenti contenenti precursori della trimetilamina.

I cibi da evitare in modo tassativo sono di sicuro pesce, piselli, uova, fegato o frutti di mare. In ogni caso, date le conseguenze psicologiche, può essere di grande aiuto il supporto di uno specialista.

Fonte foto: https://pixabay.com/en/free-photo-qhofq

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