Skip to content
Notizie Benessere

Notizie Benessere

Il tuo beauty e benessere

  • Dieta
  • Benessere
  • Bellezza
  • Alimentazione
  • Home
  • Benessere
  • Periostite: di cosa si tratta e come si cura
  • Benessere

Periostite: di cosa si tratta e come si cura

Danila Franzone 18 Agosto 2022
periostite

periostite

Sommario articolo

  • Periostite tibiale anteriore, sintomi e cause
  • Periostite tibiale: i rimedi naturali

La periostite è un’infiammazione del periostio ovvero della fascia che circonda i muscoli della gamba nella zona della tibia. Scopriamone di più.

Quando si parla di periostite si intende un’infiammazione tibiale conosciuta anche come sindrome da stress tibiale. Un problema più diffuso di quanto si pensi e che riguarda con maggior frequenza i corridori. Si tratta, in breve, di una condizione piuttosto leggera e semplice da curare purché non diventi cronica. Situazione che si può verificare quando l’infiammazione tibiale viene trascurata e non curata come si dovrebbe. In tal caso, può infatti rendersi necessaria l’applicazione di farmaci e di infiltrazioni volte a curarla nel tempo.

Periostite tibiale anteriore, sintomi e cause

Tra le cause più comuni della periostite tibiale ci sono la sollecitazione della muscolatura (cosa che avviene spesso quando si corre), infezioni, sovrappeso, corsa in salita, caviglie deboli, fumo e carenza di vitamina D.

periostite
periostite

È inoltre da prendere in considerazione che sono più soggetti al problema gli sportivi e quindi i corridori, i calciatori e chi pratica attività come la pallavolo, il basket, etc…
La sollecitazione continua delle gambe può quindi portare a complicazioni, che vanno subito riconosciute. Per farlo basta basarsi sui sintomi che sono un dolore nella zona, gonfiore e difficoltà nel camminare.

Quando ci si trova ad affrontare questi sintomi è importante rivolgersi al proprio medico curante in modo da intervenire quanto prima.

Periostite tibiale: i rimedi naturali

Andando ai rimedi da mettere in atto, il primo è sicuramente il riposo che dovrebbe durare per almeno tre settimane. Sul momento si può applicare del ghiaccio sulla zona, tenendolo per 15 minuti.
Anche l’uso di plantari si rivela piuttosto utile e ad esso, in casi più gravi si possono aggiungere infiltrazioni di corticosteroidi.

In alternativa andranno bene anche l’applicazione di creme, la crioterapia, gli ultrasuoni e degli esercizi che si possono effettuare dietro parere del fisioterapista. Ciò che conta è agire per tempo in modo da non rendere cronico il problema e da intervenire il prima possibile. Farlo consentirà, tra le altre cose, di dover ricorrere a farmaci più forti, limitandosi alle cure più semplici da mettere in pratica.

Tags: salute

Continue Reading

Previous: I tipi di shock sono tanti, scopriamo i più importanti
Next: Esami IgG: a cosa servono e cosa indicano

Ultimi articoli

  • Oltre il minimalismo: le tendenze ristrutturazione e arredo del 2026
  • Filler penieno: come ottenere il miglior risultato secondo l’esperienza del Dott. De Luca
  • Pronto soccorso al collasso: cosa succede se l’errore nasce dall’emergenza
  • Il regalo più desiderato? La salute: gli italiani scelgono il benessere
  • Vivere senza barriere: come rendere la casa sicura con l’avanzare dell’età
  • Chi Siamo
  • Contattaci
  • Disclaimer
  • Privacy Policy
  • Cookie Policy
© by Delta Pictures S.r.l. - Via G. Boglietti 2, 13900 Biella - info@deltapictures.it – +39 015.247.16.79 - Cap. Soc. € 50.000 i.v. - P. IVA: 02154000026 - n. R.E.A. BI 181760 Supplemento della Testata Giornalistica Delta Press, Tribunale di Biella n. 579 del 07/01/2014 - ROC n° 36440