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Cupremia: cos’è e cosa accade quando i valori non sono normali

Danila Franzone 29 Agosto 2022
esami sangue

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Sommario articolo

  • Cosa succede in caso di cupremia bassa
  • Cupremia alta: problematiche e cause

La cupremia è il valore del rame nel sangue. Scopriamo che effetti ha sull’organismo e cosa è importante sapere a riguardo.

Quando si parla di cupremia si intende la quantità di rame nel sangue. Il rame si trova per lo più nel fegato, nei reni e nel cervello. Nel sangue appare in minor quantità e legato ad una proteina di trasporto nota come cerulosplasmina. In genere, il rame viene eliminato per via biliare e la sua presenza gioca un ruolo importante sotto molti aspetti. Detto ciò, averne in quantità elevate o troppo basse può portare a dei problemi anche gravi che è importante riconoscere.

Cosa succede in caso di cupremia bassa

Se normalmente la presenza di rame nell’organismo serve per il metabolismo del ferro, per il tessuto connettivo e per altri ruoli indispensabili per la salute è anche vero che i valori non dovrebbero mai salire o scendere oltre la quantità normalmente prevista.

esami sangue
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Quando ciò avviene si parla infatti di cupremia bassa o alta. Ed entrambe possono causare problemi anche gravi. Il morbo di Wilson e la cupremia bassa sono ad esempio legati tra loro. Questa malattia si verifica infatti quando il fegato riduce la produzione di ceruloplasmina che, come abbiamo visto, serve a trasportare il rame nel sangue. La cupremia bassa si lega anche al malassorbimento che insieme ad altri fattori può portare a dei valori molto bassi nel sangue.

Tra le alte cause ci sono anche il morbo di Menkes, il ferro o lo zinco alti, la sindrome nefrosica, la celiachia, le ustioni, la malnutrizione, etc… Una volta scoperto un valore basso di cupremia nel sangue si rivela quindi indispensabile risalire rapidamente alla causa specifica al fine di rimediare al problema.

Cupremia alta: problematiche e cause

In caso di cupremia alta, invece, può dipendere da fattori normali come una gravidanza o uno stato infiammatorio e da problemi più seri come il linfoma di Hodgkin, la cirriosi biliare o la tireotossicosi.

Anche in questo caso si rivela importante indagare sulle cause specifiche al fine di comprendere se e quando è necessario intervenire. Cosa che ovviamente, sarà il medico a decidere in base a tutta una serie di sintomi che possono portare a ipotizzare un’alterazione di questo valore nel sangue.

Tags: salute

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