Benessere

Quello che c’è da sapere sui tamponi per il Covid: rapidi, gratuiti o a pagamento

Il tampone è il metodo standard per avere una diagnosi di Covid-19. Ecco i vari tipi che esistono, i costi, i tempi di risposta.

Per sapere se si è positivi al Covid-19, l’unico metodo attualmente a disposizione è sottoporsi a un tampone molecolare. Si tratta di un test diagnostico riconosciuto e approvato dagli organismi intenzionali di Sanità, che consente di rilevare la presenza del virus Sars-CoV-2. Ma quali sono i tamponi per il Coronavirus che abbiamo a disposizione, i costi e i tempi di risposta? Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Tampone: quando farlo e perché

I tamponi devono essere fatti nei casi in cui si sa di aver avuto la possibilità di infettarsi con il Sars-CoV-2, se si presentano alcuni dei sintomi e come screening per luoghi di lavoro o scuola. Viene previsto anche per i soggetti appartenenti a categorie a rischio di contagio, tra cui medici e personale sanitario.

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Tampone Covid: gratis o a pagamento?

Ma quanto costa il tampone per il Covid? Se prescritto dal medico ATS è gratuito, nei casi in cui vi siano sintomi o dubbi di una possibile contrazione della malattia. Si può però decidere di farlo privatamente, e in questi casi, il costo è tra gli 80 e i 150 euro.

Tampone Covid: come funziona e quali tipi esistono

Il test diagnostico viene effettuato su un campione di secrezioni respiratorie, prelevate in genere con un tampone naso-faringeo. Nello specifico, avviene con bastoncini infilati nelle narici e/o nella faringe. Il test deve essere processato da personale specializzato presso un laboratorio di microbiologia con reagenti e specifici macchinari. Questo è il motivo per cui la gestione è stata affidata a centri pubblici e in convenzione.

Il tampone salivare – Vi è poi un altro tipo di test, che appartiene sempre alla categoria dei tamponi classici molecolari, eseguito però in maniera differente, prelevando cioè una ridotta quantità di saliva. Questi consentono di avere una risposta in laboratorio entro 5-10 minuti. Risultano una scelta ideale nel caso in cui si abbia necessità di fare uno screening di massa. La sensibilità è alta, ma al momento non sono ancora stati validati dal Ministero della Salute.

In genere l’esito si ha dalla 24 alle 48 ore dopo il prelievo e dalle 2-6 ore dopo che arriva al laboratorio. Questi variano però in base anche a diversi fattori, tra cui tipologia di macchine presenti in laboratorio, quantità di tamponi da processare e disponibilità del personale.

Il tampone rapido – Sono stati messi a punto dei tamponi rapidi, detti anche test antigene o saponette, che funzionano in modo diverso rispetto ai tamponi classici e hanno un’attendibilità inferiore rispetto a questi ultimi. Si basano sulla rilevazione di proteine virali, antigeni appunto, presenti nelle secrezioni respiratorie. Avvengono tramite l’inserimento di un bastoncino nelle narici e nella faringe oppure con il prelievo della saliva.

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L’esito viene dato in media entro 30 minuti e ha una sensibilità dell’80-85%, vengono cioè in media rilevati 80-85 infetti su 100. Come per i tamponi classici, se eseguito al momento sbagliato, possono portare a un falso negativo.

Quanto è affidabile il tampone?

L’affidabilità del tampone è in genere piuttosto alta: si stima infatti un’attendibilità al 98%: questo significa che su 100 infetti, sarebbe in grado di individuarne la quasi totalità.

Se eseguito troppo presto, può risultare negativo: in questi casi si parla di falsi negativi. Per ovviare a questa problematica, gli scienziati consigliano di sottoporsi al tampone 72 ore dopo il presunto contagio, ossia tre giorni dopo la comparsa dei sintomi.

Cosa fare se si è positivi al tampone?

Se si è positivi, l’esito in Italia deve essere obbligatoriamente segnalato alle autorità sanitarie competenti, sia dal pubblico che dai soggetti privati. Dopo l’esecuzione del tampone, il soggetto attende l’esito in isolamento, e, se positivo, viene disposto lo screening per tutti i contatti stretti.

In caso di positività la prassi è la seguente: isolamento e quarantena fino a quando non si ha l’esito negativo di due tamponi successivi. Se si ha il dubbio di aver contratto la malattia, ma non ci si è sottoposti al tampone, l’isolamento, che resta obbligatorio per sé e i contatti stretti, termina dopo 14 giorni dall’inizio dei sintomi o dalla data di un possibile contagio.

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Valentina Grassini

Laureata in Lettere Moderne, si avvicina presto al mondo della scrittura che considera una vera passione da coltivare anche professionalmente. Scrive prevalentemente di benessere e bellezza, ed è appassionata di argomenti inerenti al mondo della psicologia e della crescita personale.

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