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Sinestesia: la malattia della sovrapposizione sensoriale

Danila Franzone 29 Settembre 2022
sinestesia

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Sommario articolo

  • Sinestesia e psicologia: cosa c’è da sapere
  • Come riconoscere la sinestesia

La sinestesia è una malattia dei sensi ancora poco conosciuta e molto rara. Scopriamo di cosa si tratta, come riconoscerla e quali sono le possibili cure.

Quando si parla di sinestesia come malattia si intende quel fenomeno sensoriale e percettivo in cui un determinato stimolo può attivare una percezione visiva, tattile, olfattiva, etc…
Si tratta di una condizione che può essere presente fin dalla nascita ma che, in alcuni casi, si può attivare anche con l’uso di sostanze stupefacenti. Ad oggi non si sa ancora molto a riguardo. Tuttavia, si pensa che la sinestesia possa avvenire anche in persone che hanno una maggior comunicazione tra i due emisferi del cervello.

Sinestesia e psicologia: cosa c’è da sapere

Quando si dice sinestetico, il significato è quello di fenomeno psichico che coinvolge insieme più di una percezione sensoriale.

sinestesia
sinestesia

Questa condizione neurologica si suddivide a sua volta in diverse tipologie.
Ci sono quelle audio visive in cui un suono porta ad uno stimolo visivo come, ad esempio, quello di un colore preciso.
Ci sono quelle lessico gustative che portano a sentire un particolare sapore quando si sente una parola. Seguono poi quelle misofone dove un suono porta a sperimentare emozioni negative, etc…

Le persone sinestetiche si trovano quindi a vivere il mondo in modo decisamente diverso dal normale. Cosa che per alcune può essere positiva ma per altre può avere connotazioni negative.

Come riconoscere la sinestesia

Ad oggi esistono delle linee guida a cui fare riferimento per riconoscere la sinestesia. Detto ciò è importante ammettere che non esiste ancora un protocollo che possa essere considerato unico e assoluto. Ciò dipende dal fatto che si tratta di una condizione ancora incomprensibile sotto tanti aspetti. Quel che è certo è che essere sinestetico non altera l’intelligenza. Anzi, si può dire che chi vive questa particolare condizione sia più empatico e goda spesso di una memoria più sviluppata.

Andando alle possibili cure, non sempre necessarie a meno di non vivere questa condizione con troppe emozioni negative, sembra che quella che funzioni maggiormente sia l’ipnosi (utile anche per smettere di fumare) che, con sedute studiate appositamente, aiuta a controllare gli aspetti spiacevoli della “malattia”.

Tags: salute

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