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Ipersonnia: come combattere l’eccessiva sonnolenza diurna?

Fabrizia Volponi 25 Agosto 2022
medico disturbo ipersonnia

medico disturbo ipersonnia

Sommario articolo

  • Ipersonnia: cause e sintomi
  • Sonnolenza quotidiana: cosa fare?

Che cos’è l’ipersonnia? Si tratta di un disturbo molto più comune di quello che si pensa, ma le forme e i sintomi possono essere diversi.

Disturbo piuttosto invalidante, l’ipersonnia causa una grande sonnolenza anche quando il riposo notturno c’è stato e magari ha superato le classiche 8 ore. Vediamo quali sono i fattori che la determinano e i sintomi, nonché se esistono rimedi naturali e cure efficaci.

Ipersonnia: cause e sintomi

L’ipersonnia è l’eccessiva e incontrollabile sonnolenza diurna, che rende difficile lo svolgimento di ogni mansione quotidiana. E’ bene sottolineare che esistono diversi tipi di disturbo, così come possono variare le intensità con cui si manifesta. Le forme più comuni sono:

  • ipersonnia da sonno insufficiente e pseudoipersonnia (chi dorme troppo);
  • disturbo causato all’assunzione di farmaci, malattie oppure da condizioni ambientali sfavorevoli;
  • legata alla sindrome delle gambe senza riposo;
  • disturbo associato a disturbi psichiatrici;
  • ipersonnia idiopatica e narcolessia.

A prescindere dalla forma del disturbo, l’ipersonnia ha sintomi chiari:

  • astenia;
  • cefalee;
  • risveglio difficoltoso;
  • difficoltà di concentrazione.

Generalmente, quanti hanno questo disturbo dormono anche più di dieci ore, ma nonostante tutto avvertono una grande sonnolenza durante la giornata. Non a caso, possono capitare anche addormentamenti diurni involontari e mai riposanti.

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Sonnolenza quotidiana: cosa fare?

Nella maggior parte dei casi l’ipersonnia diurna si manifesta tra i 15 e i 30 anni, quasi sempre prima dei 25. La diagnosi è piuttosto difficile perché, prima di arrivare a questa malattia, si devono escludere tanti altri disturbi del sonno. Al momento, non esiste una cura universale, ma il medico potrebbe prescrivere psicostimolanti oppure antidepressivi triciclici o biciclici, che aiutano a restare svegli.

E’ bene sottolineare che la cura farmacologica da sola non è risolutiva. Alla terapia vanno affiancati alcuni accorgimenti che possono aiutare a tenere sotto controllo la sonnolenza. Gli specialisti consigliano di fare riposini di 15/20 minuti ogni due ore, sempre prima di mettersi al volante, e assumere caffè o altre bevande stimolanti. Infine, è indicato anche un percorso di psicoterapia cognitivo comportamentale.

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